Diaria 2019

Elena Ferrante. Genealogie e Archeologie del XX secolo, Lipsia 5 novembre

Sono particolarmente lieta di annunciare, in coincidenza della prossima uscita del nuovo romanzo di Elena Ferrante il 7 novembre, la mia partecipazione presso l’Università di Lipsia al Convegno annuale del Centro Interdisciplinare di Cultura Italiana quest’anno intitolato Elena Ferrante – Genealogie e Archeologie del XX secolo 4 e 5 novembre 2019. Il mio intervento Elena Ferrante, il libro delle madri e delle figlie si basa sui contenuti di Neapolitanische Puppen Ein Essay über die Welt von Elena Ferrante (Launenweber) pubblicato in Germania nel 2018 e sul mio ulteriore lavoro di ricerca entro l’opera dell’autrice che ha avuto inizio in Italia attraverso la pubblicazione di contenuti legati alla Società italiana delle letterate prima e a Doppiozero poi.

Università di Lipsia Convegno annuale del Centro Interdisciplinare di Cultura Italiana

Elena Ferrante – Genealogie e Archeologie del XX secolo 4 e 5 novembre 2019

Martedì 5 novembre workshop biblioteca Albertina, Viviana Scarinci Elena Ferrante, il libro delle madri e delle figlie

Il tema del convegno

La saga napoletana di Elena Ferrante può essere letta come una genealogia ed archeologia dell’Italia e dell’Europa nel 20° secolo narrata dal punto di vista di due amiche diversissime tra loro. Nel corso di quattro volumi seguiamo la narratrice Elena e la sua amica Lila attraverso l’ infanzia, l’adolescenza, l’età adulta fino alla vecchiaia, diventando testimoni non solo dei loro conflitti interiori e dei loro rapporti con il mondo esterno durante gli anni della a scuola, dell’università, nel mondo del lavoro, nelle relazioni sociali, all’interno del matrimonio e della famiglia, ma anche delle trasformazioni della società nel precario microcosmo del rione di Napoli in cui crescono le due amiche. In questa narrazione confluiscono in modo quasi casuale i dibattiti intellettuali e le dinamiche politiche che hanno luogo in Italia dagli anni ‘50 fino ad oggi. La terza segreta protagonista della storia è Napoli, come luogo in cui nasce questa amicizia al femminile, ma anche come depositaria di tracce sepolte di latenti conflitti e non espresse tensioni. Il convegno internazionale si propone di indagare il fenomeno Elena Ferrante in prospettiva letteraria. Al centro degli interventi saranno questioni come il rapporto tra testo e contesto, la mediazione letteraria, la scrittura anonima attraverso l’uso dello pseudonimo, al di là di inutili speculazioni circa la vera identità dell’autrice, nonché riflessioni su genealogie, relazioni e relazionalità (al femminile). Verranno trattate anche le precedenti opere dell’autrice, riscoperte grazie alla dilagante Ferrante fever.


Standard
Diaria 2019

Intanto su Ferrante

Intanto di recente in Germania esce la traduzione de La frantumaglia di Elena Ferrante. Ne dà notizia con un articolo, tra gli altri, il quotidiano Neues Deutschland che nomina a questo proposito Neapolitanische Puppen, proprio quelle bambole napoletane con le quali l’editore Launenweber ha sagacemente deciso di intitolare un mio libro su Ferrante, su Napoli e sulle bambole e bambine italiane.

RECE

Standard
DIARIA/O 2018

Elena Ferrante: Napoli uguale Italia

La Napoli del libro di Maria Carmen Morese nella sua bellezza più realistica: quella di città delle meraviglie vere e sempre possibili. Il rione Luzzatti negli scatti di Ottavio Sellitti ospitati in questi giorni alla Fiera del Libro di Francoforte  a cura dell’Istituto Italiano di cultura di Berlino che rendono visibile Napoli come giacimento di quotidiana umanità. I romanzi di Elena Ferrante che grazie soltanto al genio letterario dell’autrice hanno allargato a dismisura il perimetro dei lettori ponendo le donne, la città e l’identità di ciascuno di noi al centro di un discorso pubblico che è urgente affrontare soprattutto oggi. Grazie infinite a Launenweber (nelle persone di Christian Berglar e Salvatore Tufano) che mi ha consentito di seguire in totale libertà la mia strada entro tutte le complessità che articolano il mondo di Elena Ferrante. Grazie ai direttori degli Istituti Italiani di Cultura in Germania Luigi Reitani e Maria Mazza e ai loro straordinari staff:  è veramente bello vedere dal vivo con che professionalità e profondità di pensiero viene promossa l’immagine dell’Italia all’estero. Infine mille grazie alla Fraunen Buch Kritik “Virginia che nell’ambito di una pubblicazione riguardante le numerose autrici presenti alla Buchmesse 2018 ha dedicato un’interessantissima recensione a Bambole Napoletane.

Vedi anche https://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/10/10/news/alla_buchmesse_di_francoforte_la_napoli_di_elena_ferrante-208628039/

 

 

Standard
DIARIA/O 2018

LW italica: si comincia mercoledì

Titoli “napoletani” del LAUNENWEBER Verlag GmbH & Co.KG alla Frankfurter Buchmesse 2018 – Padiglione 4.1. Stand F87:

Viviana ScarinciNeapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt von Elena Ferrante (Bambole napoletane. Un saggio sul mondo di Elena Ferrante) – ed. accresciuta e rivista

Fabrizio CosciaUnd einsam waren wir (Soli eravamo) – la biografia intellettuale di un napoletano che si confronta con i grandi dell’arte

Prossimamente la traduzione tedesca del romanzo di Nicola Pugliese, Malacqua


lw.jpg

La casa editrice tedesca Launenweber Verlag dedica un’importante collana all’Italia contemporanea. LW Italica pubblica saggistica e narrativa scritta da autori italiani che entrano nel vivo dell’attualità del nostro Paese attraverso la letteratura contemporanea e il giornalismo di qualità. Il 10 ottobre alla Fiera di Francoforte, nell’ambito di un incontro dedicato alla città di Napoli: “Napoli – profezia o rovina. Sulla sfida alla società civile” organizzato dall’Istituto Italiano di Colonia e di Berlino verrà presentato il libro della collana LW Italica Neapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt Elena Ferrantes (Bambole napoletane. Un saggio sul mondo di Elena Ferrante) di Viviana Scarinci. 

 

Standard
DIARIA/O 2017, Elena Ferrante

Elena Ferrante per LAUNENWEBER

Diario provvisorio 4

Riprendo con qualche giorno di ritardo rispetto ai tempi che mi ero prefissata. Tra l’altro oggi inizio anche la traduzione del saggio di Stephanie V. Love An Educated Identity.
Continua dunque l’approfondimento delle tematiche critiche proposte in The Works of Elena Ferrante, sebbene il mio nuovo libro sia stato terminato già da un po’ e tradotto da Ingrid Ickler e ora aspetti di uscire per la casa editrice tedesca LAUNENWEBER. Il mio ritratto letterario di Elena Ferrante uscirà nella collana LW Italica che vede tra i libri già editi, un saggio del giornalista Roberto Giardina, e una raccolta di racconti di Veronica Raim . Sono molto contenta di questa opportunità che ha avuto la mia scrittura saggistica grazie all’interessamento diretto dell’editore Christian Berglar e del deus ex machina della casa editrice Salvatore Tufano. Perciò lunga vita alla bella e virtuosa LAUNENWEBER.


Un estratto dell’anteprima del libro dal catalogo dell’editore. 
Questo ritratto letterario di Elena Ferrante parte dal 1992, anno di pubblicazione in Italia de L’amore molesto, libro d’esordio dell’autrice. Inizia con un percorso che si situa tra le pagine dei romanzi, gli articoli e le prime interviste rilasciate da Ferrante alla stampa italiana. Il procedimento seguito è volto a illustrare le modalità di ricezione che l’opera dell’autrice ha avuto in Italia prima e diversamente dal resto del mondo. Un punto di partenza legato all’origine del fenomeno, quindi, ma con lo sguardo già rivolto alle motivazioni della consacrazione internazionale di Elena Ferrante, come una delle maggiori scrittrici italiane di sempre. È a partire dalla propria identità di scrittrice italiana che Elena Ferrante fa emergere un affresco controverso e magniloquente che proprio per la sua complessità lungi dal riguardare solo l’universo femminile. Un affresco evocativo e potentissimo sia quando si rivolge all’illustrazione di una piccola realtà rionale che quando dialoga con l’universo liquido rappresentato dal mondo globalizzato su cui l’opera di Ferrante ha saputo imporsi. Questo ritratto letterario costituisce quindi una ricognizione del tipo indicato dalla stessa autrice, ossia volta a quanto di più credibile possa mostrare una scrittrice relativamente a se stessa: la propria identità letteraria e autoriale intesa come ben più attendibile di quella anagrafica.

Standard