Diaria 2019

Il 7 novembre Il cucchiaio nell’orecchio ha pubblicato Tu lo sapevi l’abitato ancora un frammento da La favola di Lilith e oggi pubblica l’ultimo frammento da quel lavoro. Si intitola Se nemico dell’arsura ed è una delle due poesie d’amore che mi è capitato di scrivere da quando scrivo poesia.

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Diaria 2019

scambi iniqui

Prosegue con oggi la pubblicazione di alcuni estratti da La favola di Lilith sul sito Il cucchiaio nell’orecchio.


Sto nelle cose, all’inizio della traccia 11 del primo atto, è uno dei frammenti chiave dell’opera, è stato scritto nell’aprile del 2008, a pochi giorni dalla morte improvvisa di mio padre. Questi nell’ambito dell’opera sono i versi scritti anni dopo che precedono Sto nelle cose e introducono narrativamente il tema della morte del padre: “Una deflagrazione erompe nel corpo dell’amore. Le persone diventano storia come se nella normalità non lo si fosse, che troppo contenuti da un’evidenza, come se l’amore recasse un corpo espanso, percettivo e rendesse atti al farsi“. Ancora mi pare incredibile, ascoltando il CD di Lilith oggi, quanto la composizione musicale di Edo Notarloberti abbia potuto realizzare un quadro narrativo autonomo e credibilissimo da quelli che erano frammenti.

Sto nelle cose nella traduzione di Natalia Nebel

I am within things like an extension of yours I continue them and fight you and it does not appear in this hole but a flooding passing through narrow straights clotted to a center so pure that it does not exist as there does not exist a word for which one searches more than a muted need the deeper imprint of a limp, the step that doesn’t sustain and diminishes prolonging nothing else but this unjust exchange of weights and winds that the earth lifts up without supporting

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Lilith

Poesia 2.0: Loredana Magazzeni su La Favola di Lilith

IMG_6185 (800x534)“Cp2ome insegna Ida Travi, in Poetica del basso continuo, poeta che accosto a questo esito poetico di Viviana Scarinci, scrivere poesia oggi è cercare un varco continuo, non una verità ma una delle verità possibili fra noi e “lo spiazzo millenario nel quale irrompono le civiltà che forse dormono”. Leggi tutto

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poesie 2014

su IL SEGNALE 99

10438640_968629936497389_5781227782251875235_n Sul numero 99 de IL SEGNALE percorsi di ricerca letteraria (http://www.rivistailsegnale.it/wp/?page_id=12)
nella sezione TESTI vengono pubblicate 5 poesie dalla silloge inedita Il significato secondo del bianco. Le poesie che IL SEGNALE pubblica sono successive alle Piccole estensioni. Sullo stesso numero La favola di Lilith viene segnalata tra le migliori opere ricevute in redazione.

 

 

 

§

Il corpo piano dell’avvenire
nutriva la sua mancanza
come un’immagine potenziale
che non ci comprendeva
se non fraintesi nella mischia di poche forme
a dire il contrario, a dirci che eravamo noi
lo stanziamento la quota il consumo

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recensioni

Una recensione di Paolo Fichera a La favola di Lilith

(…)

L’intensità non rinuncia a nulla, resta immobile a fissare quanto le asperità del bianco intorno e il suo corollario di forme rinuncino a Lei. L’anima non ha volto, perché il volto è una maschera, l’ambizione suprema è quella di non esserci, come la constatazione di un’attesa a cui non si può rinunciare. Il luogo che si abita è quello del taglio, dove il mestruo è ostinato come la grazia che nutre certi animali. La minuzia delle ossa ne forma e ne sostiene la loro assenza. E il Dio che ha donato i figli, quegli occhi che raspano e avvinghiano alla vita, nonostante noi, quel Dio ha vietato un pane che è al di là di ogni forma pensata e voluta, in un nucleo compatto che pare non poter essere colmato, come una enorme distesa di sassi bianchi lasciati lì perché le mani possano erigere altari sommessi, o altre mani desiderino scagliarli sulla superficie dell’acqua. (…) LEGGI TUTTO http://theregionofunlikeness.wordpress.com/2014/08/29/viviana-scarinci_la-favola-di-lilith/

 

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