DIARIA/O 2018, Elena Ferrante

Il punto su Elena Ferrante

I miei libri

in lingua tedesca (trad. di Ingrid Ickler) (2018)

le bambole napoletaneQuando il romanzo d’esordio L’amore molesto di Elena Ferrante appare in Italia nel 1992, nessuna delle prime recensioni né delle prime interviste diedero un’idea della dimensione internazionale che il fenomeno letterario avrebbe acquistato in seguito. Da lì in poi e per quasi trent’anni, Elena Ferrante illuminerà gli aspetti meno frequentati di molti destini femminili inquadrati nel contesto storico e sociale nel suo Paese ma non solo.  Questo mio ritratto letterario di Elena Ferrante edito dalla Casa Editrice tedesca Launenweber nel mese di marzo 2018 illustra tra l’altro come Elena Ferrante sia stata accolta in Italia prima e diversamente dal resto del mondo. Un punto di partenza legato all’origine italiana del fenomeno, quindi, ma con lo sguardo già rivolto alle motivazioni della consacrazione internazionale di Elena Ferrante come una delle maggiori scrittrici italiane di sempre.


in lingua italiana (2014)

Elena Ferrante copertina

saggistica

Elena Ferrante eBook. Chi è Elena Ferrante? Una donna? Un uomo? Un gruppo di scrittori che da oltre un ventennio pubblicano a turno, o collaborando insieme , con questo pseudonimo? O una scrittrice capace di rovesciare come un guanto i propri temi per renderli attualissimi, nel metodo e nel merito?

Un caso non solo letterario che da italiano è ora diventato, con clamore e consensi, internazionale. Doppiozero presenta la prima monografia sulla sua opera, scritta in modo insieme leggibilissimo e approfondito da Viviana Scarinci

 


Articoli 

La vita bugiarda degli adulti (novembre 2019)

Dcover_ferranteoppiozero pubblica il mio punto di vista sul nuovo libro di Ferrante e quello di Stefano Jossa. “Infatti degli adulti di questa storia nessuno è felice o ha ragione, nessuno ha vinto la sua battaglia, nessuno è depositario di qualcosa di significativo al punto di costituire un’eredità davvero solida e soprattutto nessuno ha agito con giustizia nei confronti degli altri pure avendo ampiamente attinto a un lessico fortemente polarizzato in questo senso. Sono i più giovani quelli che Elena Ferrante incarica attraverso Giovanna, non di evitare di dire bugie ma di trovare una sintesi simbolica che non cristallizzi lo sguardo in una polarità vuota” https://www.doppiozero.com/materiali/elena-ferrante-la-vita-bugiarda-degli-adulti


L’amica genaile in TV (novembre 2018)

Lamica-Geniale-1Il rione che vedremo stasera può essere dislocato ovunque, le due bambine potrebbero essere chiunque in un contesto che però è esistito prima e perciò illustra, attraverso le immagini di un agglomerato urbano circondato dal nulla, il suo carattere primigenio. Il rione ricostruito nella fiction de L’amica geniale è riconducibile all’apparizione di un prima universale in cui forze naturali e soprannaturali sfuggono al controllo umano: l’ira su tutte. La vera posta in gioco di questa chimerica identità tanto cittadina quanto femminile è la padronanza della strategia delle apparenze contro la violenza della realtà, o contro il potere che alla realtà noi tutti attribuiamo per default.  Leggi tutto l’articolo su Doppiozero


Elena Ferrante e il genio di Napoli (settembre 2018)

Qualche giorno fa alla Biennale del Cinema di Venezia in occasione della proiezione in anteprima delle prime due puntate della fiction L’amica geniale, che andrà in onda a breve sulla RAI (e l’1,2,3 ottobre in anteprima al cinema) Saverio Costanzo ha parlato della storia raccontata ne L’amica geniale come una narrazione politica, intesa come racconto empatico del sentimento diventato memoria, in grado di trasmettere un contenuto politico molto più efficacemente di quanto non possa fare l’ideologia. Saverio Costanzo in questo senso si riferisce al potere che l’Istruzione scolastica  e gli insegnanti avevano in Italia negli anni dell’immediato dopoguerra, sui destini di chi andava a scuola come Lila e Lenuccia nei tardi anni Cinquanta. Continua a leggere https://vivianascarinci.com/2018/09/08/elena-ferrante-e-il-genio-di-napoli/


Ciò che la realtà non sa essere per noi (dicembre 2017)

Alla fine del mese di agosto 2016, con l’uscita del primo volume della tetralogia de L’amica geniale in Germania, Elena Ferrante rilascia una lunga intervista a Klaus Brinkbäumer, direttore di «Der Spiegel». In questa intervista l’autrice dissemina molte indicazioni che, opportunamente lette, vanno ad argomentare diversi aspetti fondamentali della sua opera. In primo luogo, la questione dell’identità sessuale e come essa interagisca nella società diventando quella che Ferrante chiama «identità civile»: «recentemente la scienza ha iniziato a riconsiderare anche la questione del genere sessuale. Se devo essere onesta, ho più fiducia in un’identità letteraria che in un’identità civile».  L’autrice, che ha pubblicato nel 1992 in Italia il suo primo libro, L’amore molesto, oggi è tradotta in cinquanta Paesi. Ma è a partire dal 2011 che la sua fama letteraria è cresciuta di pari passo con quella mediatica, pur non essendosi mai mostrata fisicamente in pubblico. Nel 2011 infatti esce in Italia il primo dei quattro volumi della saga nota con il titolo del primo volume: L’amica geniale. Continua a leggere http://www.lavoroculturale.org/elena-ferrante-identita-poetica/


Chi sono i contemporanei di Elena Ferrante? (maggio 2017)

Nell’ambito di un incontro avvenuto la settimana scorsa al Salone internazionale del libro di Torino, Sandro Ferri editore, insieme a Sandra Ozzola, di Elena Ferrante, ha accennato, tra l’altro, a qualche dato che riguarda gli esiti editoriali prodotti in Italia dai romanzi di questa autrice: diritti ceduti ad oggi in cinquanta Paesi. Copie vendute da Elena Ferrante nel mondo, scrittrice che ha pubblicato per la prima volta nel 1992: oltre i cinque milioni. Di fronte a queste cifre è probabile che relegare l’importanza del fenomeno Ferrante al suo aspetto puramente commerciale sia un po’ riduttivo. Ma forse lecito se l’ottica da cui si guarda il caso Ferrante ha in sé la parzialità di uno sguardo estraneo ai suoi contenuti. Continua a leggere http://www.doppiozero.com/materiali/chi-sono-i-contemporanei-di-elena-ferrante


Storia della bambina perduta (novembre 2014)

Tutto ha inizio nel 2011 con la pubblicazione de L’amica geniale, primo volume della saga omonima che si conclude ora con l’uscita de Storia della bambina perduta e con la notizia, diramata dall’Ansa qualche giorno fa, che le oltre millecinquecento pagine de L’amica geniale diverranno una fiction. Sono in tutto quattro i libri che raccontano la storia di Lila e Lenuccia, amiche nemiche dal 1950 ai giorni nostri, senza mai chiarire del tutto di quale delle due sia la genialità cui si riferisce il titolo. L’autrice è Elena Ferrante, la cui vera identità dal 1992, data della pubblicazione in Italia del suo primo libro, è ancora oggetto di congetture. Continua a leggere http://www.doppiozero.com/materiali/parole/storia-della-bambina-perduta


L’amore o è molesto o non è (dicembre 2012)

In un’intervista rilasciata rigorosamente via e-mail al quotidiano Repubblica, nel settembre 2012, in occasione dell’uscita di Storia del nuovo cognome (seconda parte dell’Amica geniale), dopo aver parlato delle contingenze legate a queste due ultime prove narrative, in chiusura Elena Ferrante spiazza vecchi e nuovi lettori. Parafrasando L’amore molesto, il suo primo romanzo, sottolinea una continuità tutt’altro che scontata tra l’origine e l’attualità della sua scrittura. Continua a leggere https://www.edizionieo.it/review/3549

http://www.societadelleletterate.it/2012/12/lamore-o-e-molesto-o-non-e-il-romanzo-secondo-elena-ferrante/


Dove ne ho e ne hanno parlato


Università di Lipsia, Centro Interdisciplinare di Cultura Italiana (CiCi) convegno annuale “Elena Ferrante –Genealogie e Archeologie del 20° secolo Lipsia il 4 e 5 novembre 2019. Con Uta Felten, Nicola Bardola e Olivia Santovetti.


Francoforte, 2018su Neapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt von Elena Ferrante  (trad. di Ingrid Ickler) – Launenweber , aprile 2018

Un’interessantissima recensione a Bambole Napoletane nell’ambito di una pubblicazione riguardante le numerose autrici presenti alla Buchmesse 2018


Istituto Italiano di Cultura, programma Frankfurter Buchmesse 2018

Stand Istituto Italiano di CulturaFrancoforte 2018, con Morese, Reitani,Francoforte Fiera del Libro 2018, mercoledì 10 ottobredalle 14.30 alle 15.30NAPOLI ( Neapel – Verheißung oder Verderben. Über die Herausforderung an die Zivilgesellschaft) con Maria Carmen Morese e Viviana Scarinci, modera Luigi Reitani, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino. Traduzione simultanea. Il successo mondiale della tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante ha messo la città di Napoli al centro della scena internazionale e con essa i molteplici problemi della nostra società moderna e globalizzata. Maria Carmen Morese, direttore del Goethe-Institut di Napoli e autrice di Lieblingsorte: Neapel (Insel 2018) e Viviana Scarinci, autrice di Neapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt Elena Ferrantes, (Launenweber 2018) nell’ambito del Weltempfang – Centro per la politica, letteratura e traduzione di Francoforte Fiera del Libro 2018.

“Mentre la legione dei lettori di Elena Ferrante, in continua espansione, aspetta l’uscita della serie televisiva tratta dall’Amica geniale e insieme vagheggia la possibilità di poter leggere qualcosa di nuovo, si moltiplicano i saggi critici, come la monografia Elena Ferrante di Viviana Scarinci(pubblicata da Doppiozero e tradotta in tedesco) e la raccolta di articoli in inglese Reconfiguring margins (Palgrave McMillan) Vedi anche sul sito di e/o https://www.edizionieo.it/review/7953



Foejetong recensisce le bambole napoletane, giugno 2018

“Es sind noch viele weitere Aspekte die Scarincis Essay enorm spannend und lehrreich machen. Schade ist natürlich, dass uns (die, die wir kein italienisch sprechen) Scarinci weit voraus ist, was die Lektüre der Ferrante-Romane betrifft. Einige Aspekte und Details werden dadurch schwerer nachvollziehbar. Dennoch bietet „Neapolitanische Puppen“ eine wahnsinnig interessante Lektüre, die definitiv noch mehr Lust und Vorfreude auf die folgenden Übersetzungen der Ferrante-Romane macht, wovon letztendlich auch Suhrkamp profitieren wird.” https://foejetong.com/2018/05/07/affidamento-im-dialekt/

ferrante


Fiera del libro di Lipsia 2018, Elena Ferrante area Istituto Italiano di Cultura: Neapolitanische Puppen da Launenweber, giugno 2018 

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DIARIA/O 2018

L’amica geniale in TV su Doppiozero

Lamica-Geniale-1Il rione che vedremo stasera può essere dislocato ovunque, le due bambine potrebbero essere chiunque in un contesto che però è esistito prima e perciò illustra, attraverso le immagini di un agglomerato urbano circondato dal nulla, il suo carattere primigenio. Il rione ricostruito nella fiction de L’amica geniale è riconducibile all’apparizione di un prima universale in cui forze naturali e soprannaturali sfuggono al controllo umano: l’ira su tutte. La vera posta in gioco di questa chimerica identità tanto cittadina quanto femminile è la padronanza della strategia delle apparenze contro la violenza della realtà, o contro il potere che alla realtà noi tutti attribuiamo per default.  Leggi tutto l’articolo su Doppiozero

Su Elena Ferrante


Articoli

Elena Ferrante e il genio di Napoli (settembre 2018)
Ciò che la realtà non sa essere per noi (dicembre 2017)
Chi sono i contemporanei di Elena Ferrante? (maggio 2017)
Storia della bambina perduta (novembre 2014)
L’amore o è molesto o non è (dicembre 2012)

Libri

in lingua tedesca (trad. di Ingrid Ickler)

le bambole napoletaneQuando il romanzo d’esordio L’amore molesto di Elena Ferrante appare in Italia nel 1992, nessuna delle prime recensioni né delle prime interviste diedero un’idea della dimensione internazionale che il fenomeno letterario avrebbe acquistato in seguito. Da lì in poi e per oltre vent’anni, Elena Ferrante illuminerà gli aspetti meno frequentati di molti destini femminili inquadrati nel contesto storico e sociale nel suo Paese ma non solo.  Questo ritratto letterario di Elena Ferrante edito dalla Casa Editrice tedesca Launenweber nel mese di marzo 2018 illustra tra l’altro come Elena Ferrante sia stata accolta in Italia prima e diversamente dal resto del mondo. Un punto di partenza legato all’origine italiana del fenomeno, quindi, ma con lo sguardo già rivolto alle motivazioni della consacrazione internazionale di Elena Ferrante come una delle maggiori scrittrici italiane di sempre.


 in lingua italiana

saggistica

Elena Ferrante eBook. Chi è Elena Ferrante? Una donna? Un uomo? Un gruppo di scrittori che da oltre un ventennio pubblicano a turno, o collaborando insieme , con questo pseudonimo? O una scrittrice capace di rovesciare come un guanto i propri temi per renderli attualissimi, nel metodo e nel merito?

Un caso non solo letterario che da italiano è ora diventato, con clamore e consensi, internazionale. Doppiozero presenta la prima monografia sulla sua opera, scritta in modo insieme leggibilissimo e approfondito da Viviana Scarinci

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DIARIA/O 2018

La tragicommedia. Una recensione

Ma perché tragicomica? Perché quella dell’alter ego che si libera al posto nostro è forse la più furba, ma anche la più stupida delle tragedie, perché dimostra sì la grandezza della scrittura – soprattutto se tratta di una scrittura reinventata come quella di Viviana Scarinci- ma anche la sua sconfitta, i suoi limiti, e il suo lato ridicolo, patetico, tragicomico appunto.

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IL SEGNALE. Percorsi di ricerca letteraria n. 111 ottobre 2018.  Una recensione a Annina Tragicomica. Formebrevi Edizioni, Caltanissetta 2017


Creare un personaggio, una sorta di alter ego, e poi entrare in continua dialettica con lui, proiettandolo in ambiti assurdi, fino al limite del comunicabile, lottando con il senso, i significati, la stessa leggibilità, alla ricerca, evidentissima, di una nuova impostazione non solo poetica, ma addirittura linguistica e semantica. È lo sforzo compiuto da Viviana Scarinci nella sua raccolta Annina tragicomica, una serie di poesie in prosa, potremo dire “mozzafiato”, in cui il lettore si trova avvinghiato, sballottato, alla ricerca di un nesso che sfugge di continuo.

at_cover_3DTuttavia è la stessa poetessa a dare una chiave di lettura per le sue sinfonie concettuali, si tratta di tre consecutive poesie in prosa, l’ottava, la nona e la decima, in cui l’autrice chiamando in causa un secondo personaggio, definito “poeta”, mostra il rapporto particolare che la sua “Annina” ha con lui, di derisione e deragliamento. Da questo punto di vista Annina non è solo un personaggio, è un mito, è il mito dello scarto perenne, della differenziazione come ricerca di autenticità. E infatti costringe il poeta a fare i conti con i propri conformismi inevitabili, a vivere la sconfitta per non poterla afferrare, a vederla in una perenne autenticità dovuta alla mancanza di una posizione fissa, di una tappa, di una stasi.

Non per niente in un’altra prosa poetica Viviana Scarinci descrive proprio la continua mancanza di sede di Annina. “Annina sta” scrive l’autrice “nel passo che non si consegna alla sede”. È il tentativo, che la poetessa stessa riconosce nella postfazione, di superare l’argine, di sconfinare, straripare, o, come abbiamo affermato in precedenza, deragliare dai binari ordinari del linguaggio e dell’intelletto. In fin dei conti Annina rappresenta anche una proiezione dell’inconscio, un inconscio intellettualizzato, esteticamente ripulito, ma sempre inconsapevole, inarrestabile, indefinibile, parte di quella duplice complessità che la poetessa stessa testimonia nella postfazione quando parla di “complessità che galleggia in superficie” da una parte “e quella del quotidiano sempre più liquido” dall’altro. Da una parte dunque abbiamo la solidità e la razionalità, dall’altra la liquidità dell’inconscio, o della vita nella sua fluidità infinita, la liquidità appunto di Annina. Ma perché tragicomica: Perché quella dell’alter ego che si libera al posto nostro è forse la più furba, ma anche la più stupida delle tragedie, perché dimostra sì la grandezza della scrittura – soprattutto se tratta di una scrittura reinventata come quella di Viviana Scarinci- ma anche la sua sconfitta, i suoi limiti, e il suo lato ridicolo, patetico, tragicomico appunto.

Così mentre il poeta cerca l’equilibrio, nella sua vocazione conscia e razionale, Annina vive nell’instabilità. Annetta, ride ed è la stessa poetessa a sottolineare in un passaggio chiave “ Annetta rideva spesso. La testa in cui crebbe non curata affatto, aveva prodotto il pneumatico idiota che sempre da capo la smagliava, impedendo ora la semina di una stia di silenzio o un ritardo che mancasse finalmente di umiltà”.  E probabilmente a questa spontaneità pre-culturale di Annina-Annetta può essere riferito il linguaggio utilizzato da Viviana Scarinci nei suoi brani, una lingua a tratti anch’essa pre- grammaticale, in cui vengono a volte abolite le preposizioni e i connettivi quasi per offrire un dettato il più possibile diretto, empatico, anche se la difficoltà lessicale rende la maggior parte dei testi oscuri ed inevitabilmente ermetici.

L’autrice giunge talora anche a dubitare dell’esistenza stessa della bambina, come per mascherare le sue urla, le sue eccedenze. “Tra le conseguenze che la bambina mente c’è il fatto di esistere”. Emerge in asserzioni di questo tipo una sorta di assurdo, perché il mentire di Annina, che le permette poi di esistere, sembra imitare il mentire stesso e innocente dei fanciulli. Il che comporta una nuova sorpresa, dato che in fondo la bambina tragicomica, la bambola birichina e più che mai libera, probabilmente non è che la scrittura poetica stessa, la mania a sua volta assurda che i poeti hanno di rendere reale le loro immaginazioni, di considerarle più reali della realtà stessa, una sorta di dimensione libera in cui tutto diventa possibile, tutte le sconfitte possono essere riscattate, tutto può essere trasformato in un gioco. E ciò permette di chiarire ulteriormente il dialogo e le contrapposizioni tra la figura del poeta e la figura della bambina, essendo quest’ultima la sostanza che consente alla poesia di forgiarsi, di prendere concretezza, di materializzarsi e farsi dunque esistente, nonostante sia contaminata da una menzogna di fondo, secondo la quale la scrittura (mondo di segni e di fantasia) sarebbe vera, più vera della realtà. “Tra le conseguenze che la bambina mente c’è il fatto di esistere”.


Grazie a Il segnale. Grazie sopratutto a Giovanni Duminuco che con il progetto editoriale Formebrevi ha consentito che un testo come Annina Tragicomica vedesse luce. Onoratissima di aver pubblicato con lui.

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DIARIA/O 2018

Elena Ferrante: Napoli uguale Italia

La Napoli del libro di Maria Carmen Morese nella sua bellezza più realistica: quella di città delle meraviglie vere e sempre possibili. Il rione Luzzatti negli scatti di Ottavio Sellitti ospitati in questi giorni alla Fiera del Libro di Francoforte  a cura dell’Istituto Italiano di cultura di Berlino che rendono visibile Napoli come giacimento di quotidiana umanità. I romanzi di Elena Ferrante che grazie soltanto al genio letterario dell’autrice hanno allargato a dismisura il perimetro dei lettori ponendo le donne, la città e l’identità di ciascuno di noi al centro di un discorso pubblico che è urgente affrontare soprattutto oggi. Grazie infinite a Launenweber (nelle persone di Christian Berglar e Salvatore Tufano) che mi ha consentito di seguire in totale libertà la mia strada entro tutte le complessità che articolano il mondo di Elena Ferrante. Grazie ai direttori degli Istituti Italiani di Cultura in Germania Luigi Reitani e Maria Mazza e ai loro straordinari staff:  è veramente bello vedere dal vivo con che professionalità e profondità di pensiero viene promossa l’immagine dell’Italia all’estero. Infine mille grazie alla Fraunen Buch Kritik “Virginia che nell’ambito di una pubblicazione riguardante le numerose autrici presenti alla Buchmesse 2018 ha dedicato un’interessantissima recensione a Bambole Napoletane.

Vedi anche https://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/10/10/news/alla_buchmesse_di_francoforte_la_napoli_di_elena_ferrante-208628039/

 

 

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DIARIA/O 2018

LW italica: si comincia mercoledì

Titoli “napoletani” del LAUNENWEBER Verlag GmbH & Co.KG alla Frankfurter Buchmesse 2018 – Padiglione 4.1. Stand F87:

Viviana ScarinciNeapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt von Elena Ferrante (Bambole napoletane. Un saggio sul mondo di Elena Ferrante) – ed. accresciuta e rivista

Fabrizio CosciaUnd einsam waren wir (Soli eravamo) – la biografia intellettuale di un napoletano che si confronta con i grandi dell’arte

Prossimamente la traduzione tedesca del romanzo di Nicola Pugliese, Malacqua


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La casa editrice tedesca Launenweber Verlag dedica un’importante collana all’Italia contemporanea. LW Italica pubblica saggistica e narrativa scritta da autori italiani che entrano nel vivo dell’attualità del nostro Paese attraverso la letteratura contemporanea e il giornalismo di qualità. Il 10 ottobre alla Fiera di Francoforte, nell’ambito di un incontro dedicato alla città di Napoli: “Napoli – profezia o rovina. Sulla sfida alla società civile” organizzato dall’Istituto Italiano di Colonia e di Berlino verrà presentato il libro della collana LW Italica Neapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt Elena Ferrantes (Bambole napoletane. Un saggio sul mondo di Elena Ferrante) di Viviana Scarinci. 

 

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Francoforte 2018: Neapolitanische Puppen

Francoforte Fiera del Libro 2018, mercoledì 10 ottobre, dalle 14.30 alle 15.30: NAPOLI ( Neapel – Verheißung oder Verderben. Über die Herausforderung an die Zivilgesellschaft) con Maria Carmen Morese e Viviana Scarinci, modera Luigi Reitani, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino. Traduzione simultanea.

iculturaIl successo mondiale della tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante ha messo la città di Napoli al centro della scena internazionale e con essa i molteplici problemi della nostra società moderna e globalizzata. Maria Carmen Morese, direttore del Goethe-Institut di Napoli e autrice di Lieblingsorte: Neapel (Insel 2018)  e Viviana Scarinci, autrice di Neapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt Elena Ferrantes, (Launenweber 2018) ne parleranno nell’ambito del Weltempfang – Centro per la politica, letteratura e traduzione di Francoforte Fiera del Libro 2018. Frankfurter Buchmesse, Salon, Halle 4.1.


Dal momento che l’Italia sarà ospite d’onore al Salone del libro di Francoforte nel 2023, da quest’anno l’Istituto Italiano di Cultura arricchirà il programma con numerosi ospiti italiani. L’Istituto Italiano di Cultura di Colonia sarà affiancato dal Consolato Generale d’Italia a Francoforte, dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, dall’ENIT (Associazione Italiana per il Turismo), dall’AIE (Associazione degli Editori italiani), dall’Accademia Italiana della Cucina, dall’Italia Altrove e dal DIV (Associazione Tedesco-Italiana) Francoforte Piazza Italia (Pad. 5.0, C37) presenterà eventi letterari, culturali e turistici nell’area dello stand collettivo degli editori italiani e fuori dalla fiera.

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DIARIA/O 2018

su Internazionale del 6 luglio

Tra le cose che fanno piacere c’è la segnalazione di Giuliano Milani nell’ambito dell’articolo Attraverso Ferrante per Internazionale del 6/12 luglio in occasione dell’uscita del libro di Tiziana De Rogatis  Elena Ferrante. Parole chiave:

“Mentre la legione dei lettori di Elena Ferrante, in continua espansione, aspetta l’uscita della serie televisiva tratta dall’Amica geniale e insieme vagheggia la possibilità di poter leggere qualcosa di nuovo, si moltiplicano i saggi critici, come la monografia Elena Ferrante di Viviana Scarinci (pubblicata da Doppiozero e tradotta in tedesco) e la raccolta di articoli in inglese Reconfiguring margins (Palgrave McMillan) continua https://www.edizionieo.it/review/7953

Giuliano Milani


Per amore di precisione aggiungo che l’edizione tedesca del mio libro su Elena Ferrante è stata notevolmente ampliata e aggiornata rispetto all’ebook edito da Doppiozero  e che sto felicemente continuando il mio lavoro critico su Elena Ferrante

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DIARIA/O 2018

21 giugno alle 21 con LAPUTA

Silenzio vuoto e pieno, empatia e impoverimento delle relazioni, fumetto, poesia, traduzione e libri, tanti libri da raccontarci. Grazie a Laputa, grazie Paola Del Zoppo per tutte le bellissime ipotesi di condivisione da cui costruire un piccolo pezzo di strada comune. Giovedì 21 alle 21 con Luigi Bigio Cecchi, Pietro Del Vecchio, la partecipazione della Biblioteca comunale Bartolomea Orsini e il Patrocinio del comune di BraccianoLetti Di Notte. Vedi alla voce: relazioni. Le parole del silenzio“. “Il principio di crudeltà è la diminuzione dell’empatia: l’altro è disponibile per un solo uso, se ne può fare a meno, nessun filo ci unisce, i nostri destini non hanno nulla in comune. Vi è tutta una “programmazione neurobellica della bassa empatia” nelle nostre società. E la violenza è lo strumento chiave: lancia il messaggio imbarazzante per cui l’altro (donna, vecchio, migrante, povero, nero, dissidente) è un di più, si può eliminare.” Qui, un articolo di Amador Fernández-Savater che, partendo da un suggestivo testo dell’antropologa Rita Segato, connette la situazione politica con la ricerca dell’assenza di relazioni e l’annullamento e lo sminuimento di quelle esistenti. Su Comune-info https://comune-info.net/2018/06/la-distruzione-dellempatia/

LocLettiDiNotte

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DIARIA/O 2018

Idee esiliate e supporti materiali

Ostrakon, è stata allestita dal 24 marzo al 5 maggio 2018 negli spazi della galleria Cardelli e Fontana di Sarzana.  In occasione della mostra la rivista d’arte antica e contemporanea “Finestre sull’arte” ha pubblicato un articolo (firmato Federico Giannini e Ilaria Baratta) di estremo interesse che riguarda l’opera complessiva di Simone Pellegrini. Parte dell’articolo si riferisce ai libri istoriati che costituiscono un aspetto separato e distinto della produzione di Pellegrini. Poiché la questione del supporto di trasmissione e rielaborazione di un certo tipo di contenuti, è di mio particolare interesse in primo luogo come poeta,  di seguito propongo un estratto dell’articolo di Giannini Baratta che riporta un mio intervento scritto in occasione della mostra dei libri istoriati che si è tenuta nel 2011 presso il Fondo Librario di Poesia di Morlupo. In quell’ambito Pellegrini ha avuto modo di introdurre i presenti alla fruizione dei libri istoriati ed io ho avuto l’occasione di scrivere di questo aspetto peculiare della sua opera.

Sorrido pensando come tutto torna.  


Ostrakon, dunque, anche come “esilio” dell’idea sul supporto materiale.

“In mostra sono esposti anche i libri sui quali Simone Pellegrini traccia i suoi disegni. Quella del disegno sulle pagine dei libri è una pratica che l’artista da sempre frequenta, e gli permette di fissare su carta le prime idee per le sue composizioni di più grande respiro. I libri (Simone Pellegrini dimostra una particolare predilezione per la mistica, la religione, la poesia, la filosofia) generano idee, e le idee vengono subito fissate sulle loro stesse pagine, anche senza che ci sia un rimando diretto a quanto emerso dalla lettura: l’arte di Simone Pellegrini, sottolineava Viviana Scarinci, non ha debiti di riconoscenza nei confronti del libro, dacché l’artista “difende la purezza della sua visione” anche da quelle stesse pagine che spesso costituiscono le scaturigini del suo universo figurativo. Tuttavia non si potrebbe comprendere del tutto l’arte di Simone Pellegrini senza conoscere questi disegni che ci appaiono quasi istintivi, ma che in realtà sono frutto di meditate elaborazioni: perché l’immaginazione dell’artista è spesso stimolata dalle parole. Che altro non sono, se non segni loro stesse (un linguaggio, in tutto e per tutto simile a quello che l’artista cerca di creare per mezzo delle figure). Si tratta, peraltro, di prodotti profondamente diversi rispetto alle opere destinate a essere appese alle pareti. Perché in quei libri l’artista entra a contatto diretto col supporto”. Leggi tutto

 

Simone Pellegrini è nato ad Ancona nel 1972, attualmente vive e lavora a Bologna. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Urbino nel 2000, ma espone le sue opere dal 1996. Dal 2003 collabora con la Galleria Cardelli e Fontana di Sarzana e, dal 2006, con la Galerie Hachmeister di Münster in Germania. Ha esposto in diverse mostre in contesti internazionali (tra questi, tre edizioni della Biennale di Venezia, nel 2015, nel 2013 e nel 2011, oltre a fiere di rilevanza mondiale e importanti mostre collettive) e ha tenuto personali in Italia e all’estero. Sue opere si trovano al MAMBo di Bologna, nella collezione permanente di Bologna Fiere, presso la Collezione Volker Feierabend di Francoforte sul Meno, nei Musei Civici di Monza, nelle raccolte di Palazzo Forti a Verona e in molte altre collezioni. È inoltre insegnante di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

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*Immagine in  primo piano: Simone Pellegrini, L’ordo degli incomparabili, dettaglio

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DIARIA/O 2018

Foejetong bambole napoletane

Le bambole napoletane iniziano a camminare sulle loro gambe. Lunga vita ai romanzi di Elena Ferrante


“Es sind noch viele weitere Aspekte die Scarincis Essay enorm spannend und lehrreich machen. Schade ist natürlich, dass uns (die, die wir kein italienisch sprechen) Scarinci weit voraus ist, was die Lektüre der Ferrante-Romane betrifft. Einige Aspekte und Details werden dadurch schwerer nachvollziehbar. Dennoch bietet „Neapolitanische Puppen“ eine wahnsinnig interessante Lektüre, die definitiv noch mehr Lust und Vorfreude auf die folgenden Übersetzungen der Ferrante-Romane macht, wovon letztendlich auch Suhrkamp profitieren wird.” https://foejetong.com/2018/05/07/affidamento-im-dialekt/

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Emily Dickinson Il lavoro culturale

La faida familiare per i diritti sull’opera alla morte della poetessa. Il modo distorto con il quale fu orientata inizialmente la sua immagine pubblica. Una consapevolezza autoriale incrollabile. Esce oggi per “Il lavoro culturale” un mio articolo che vuole sottolineare l’attualità della figura di Emily Dickinson. Grazie alla redazione  per l’accuratezza e il rispetto dei miei contenuti.

Una visione inedita di Emily Dickinson


 

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DIARIA/O 2018, Elena Ferrante

Neapolitanische Puppen da Launenweber

di Viviana Scarinci in lingua tedesca (trad. di Ingrid Ickler)

le bambole napoletaneQuando il romanzo d’esordio L’amore molesto di Elena Ferrante appare in Italia nel 1992, nessuna delle prime recensioni né delle prime interviste diedero un’idea della dimensione internazionale che il fenomeno letterario avrebbe acquistato in seguito. Da lì in poi e per quasi trent’anni, Elena Ferrante illuminerà gli aspetti meno frequentati di molti destini femminili inquadrati nel contesto storico e sociale nel suo Paese ma non solo.  Questo mio ritratto letterario di Elena Ferrante edito dalla Casa Editrice tedesca Launenweber nel mese di marzo 2018 illustra tra l’altro come Elena Ferrante sia stata accolta in Italia prima e diversamente dal resto del mondo. Un punto di partenza legato all’origine italiana del fenomeno, quindi, ma con lo sguardo già rivolto alle motivazioni della consacrazione internazionale di Elena Ferrante come una delle maggiori scrittrici italiane di sempre.


Università di Lipsia, Centro Interdisciplinare di Cultura Italiana (CiCi) convegno annuale “Elena Ferrante –Genealogie e Archeologie del 20° secolo Lipsia il 4 e 5 novembre 2019. Con Uta Felten, Nicola Bardola e Olivia Santovetti.


Francoforte, 2018su Neapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt von Elena Ferrante  (trad. di Ingrid Ickler) – Launenweber , aprile 2018

Un’interessantissima recensione a Bambole Napoletane nell’ambito di una pubblicazione riguardante le numerose autrici presenti alla Buchmesse 2018


Istituto Italiano di Cultura, programma Frankfurter Buchmesse 2018

Stand Istituto Italiano di CulturaFrancoforte 2018, con Morese, Reitani,Francoforte Fiera del Libro 2018, mercoledì 10 ottobredalle 14.30 alle 15.30NAPOLI ( Neapel – Verheißung oder Verderben. Über die Herausforderung an die Zivilgesellschaft) con Maria Carmen Morese e Viviana Scarinci, modera Luigi Reitani, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino. Traduzione simultanea. Il successo mondiale della tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante ha messo la città di Napoli al centro della scena internazionale e con essa i molteplici problemi della nostra società moderna e globalizzata. Maria Carmen Morese, direttore del Goethe-Institut di Napoli e autrice di Lieblingsorte: Neapel (Insel 2018) e Viviana Scarinci, autrice di Neapolitanische Puppen. Ein Essay über die Welt Elena Ferrantes, (Launenweber 2018) nell’ambito del Weltempfang – Centro per la politica, letteratura e traduzione di Francoforte Fiera del Libro 2018.

“Mentre la legione dei lettori di Elena Ferrante, in continua espansione, aspetta l’uscita della serie televisiva tratta dall’Amica geniale e insieme vagheggia la possibilità di poter leggere qualcosa di nuovo, si moltiplicano i saggi critici, come la monografia Elena Ferrante di Viviana Scarinci(pubblicata da Doppiozero e tradotta in tedesco) e la raccolta di articoli in inglese Reconfiguring margins (Palgrave McMillan) Vedi anche sul sito di e/o https://www.edizionieo.it/review/7953



Foejetong recensisce le bambole napoletane, giugno 2018

“Es sind noch viele weitere Aspekte die Scarincis Essay enorm spannend und lehrreich machen. Schade ist natürlich, dass uns (die, die wir kein italienisch sprechen) Scarinci weit voraus ist, was die Lektüre der Ferrante-Romane betrifft. Einige Aspekte und Details werden dadurch schwerer nachvollziehbar. Dennoch bietet „Neapolitanische Puppen“ eine wahnsinnig interessante Lektüre, die definitiv noch mehr Lust und Vorfreude auf die folgenden Übersetzungen der Ferrante-Romane macht, wovon letztendlich auch Suhrkamp profitieren wird.” https://foejetong.com/2018/05/07/affidamento-im-dialekt/

ferrante


Fiera del libro di Lipsia 2018, Elena Ferrante area Istituto Italiano di Cultura: Neapolitanische Puppen da Launenweber, giugno 2018 

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DIARIA/O 2018

Il privilegio della poesia

SAM_3362.JPGSabato 13 gennaio ha avuto luogo con successo, presso il polo Bibliotecario di Palazzo Venturi a Campagnano la presentazione di Annina tragicomica. L’evento  è stato curato da Anna Maria Curci e organizzato dall’Assessore alla Cultura del Comune di Campagnano Giovanna Mariani.

L’evento è stato possibile grazie alla sensibilità e l’ospitalità all’Amministrazione Comunale di Campagnano, e il ringraziamento che ho la necessità di esprimere anche in questa sede, non è retorico. Non è stato facile trovare una sede editoriale opportuna per la pubblicazione di un libro come Annina tragicomica che non appartiene a nessun genere letterario. E di conseguenza non è semplice trovare un luogo opportuno per la presentazione di un libro sui generis come Annina. Il fatto che questa opportunità sia stata offerta da contesti istituzionali e semi istituzionali, come nel caso di Campagnano, e delle presentazioni del libro avvenute in precedenza a L’Aquila e Caltanissetta, va sottolineato come un dato civico estremamente positivo.

Annina tragicomica come libro, nasce ed esiste perché si fonda su logiche estranee a quelle commerciali fin da quando, in modo del tutto inaspettato da parte mia, è stato pubblicato da Formebrevi. In effetti con le stesse finalità non commerciali attraverso le quali l’etichetta discografica ARK Records, rese possibile nel 2014, l’uscita del CD La favola di Lilith.

Formebrevi è  un’associazione culturale, impegnata in un progetto editoriale no profit, attraverso il quale sono stati pubblicati libri con caratteristiche estremamente differenti tra loro ma tutti orientati verso un modo di intendere la scrittura come qualcosa di non conforme a quelle che sono le linee guida relative alla commerciabilità del libro come prodotto.

Ciò anche e soprattutto intendendo il libro come oggetto d’arte, ad esempio nel caso di Annina tragicomica la pittrice Klaudia Jaworska, autrice dell’immagine di copertina, ha collaborato direttamente alla produzione editoriale del libro.

I libri Formebrevi, quindi, sono scelti e trattati con estrema cura dall’editore che non richiede alcun contributo agli autori. I proventi della vendita dei libri editi serviranno a finanziare la pubblicazione dei libri che lo saranno successivamente.

L’ associativismo e le Istituzioni in questo senso ricoprono un ruolo fondamentale per restituire luogo a certe realtà culturali, ma anche sociali, le cui logiche sono naturalmente estranee alle dinamiche di massa, le quali dinamiche puntano spesso alla spersonalizzazione dei contesti e dei contenuti ponendo a scusa la non immediatezza della fruibilità di quanto, di creativo e interessante, si manifesti sulla base di presupposti differenti rispetto a quelli noti. 

L’attenzione alle esigenze delle comunità reali passa anche attraverso la promozione di un linguaggio performativo che ha luogo nelle dinamiche di un certo modo di intendere l’evento culturale legato all’arte intesa come unicità e originalità dei contenuti. Ciò significa riconosce pubblicamente e collettivamente la poesia come esigenza dell’umano. Questo è qualcosa, che posso testimoniarlo, fa bene a tutti quelli che ne vengono anche solo sfiorati.

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DIARIA/O 2018

Le foto dell’incontro di oggi 13 gennaio!

Grazie a Anna Maria Curci e all’Assessore Giovanna Mariani per aver realizzato una presentazione di Annina tragicomica bellissima. Grazie la Comune di Campagnano per l’ospitalità e l’organizzazione perfetta. E grazie soprattutto a Formebrevi per aver pubblicato Annina contro ogni logica commerciale, dimostrando che si può fare e funziona!

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