L’azzardo di Toshiko e il dio dei manga

Diario provvisorio 1.

Da un paio di anni mi ha preso la passione per i fumetti. Il colpevole, Osamu Tezuka (“considerato il dio del manga giapponese”, leggo sulla quarta di copertina del libro che ho in mano) con La cronache degli insetti umani una storia edita a puntate sul mensile giapponese Play Comic pubblicata dal 9 maggio del 1970 al 13 febbraio del 1971. L’intero racconto uscì in Italia per la prima volta nel 2013. È la storia di Toshiko Tomura e del suo carisma nel fare propri i talenti altrui. I mezzi che adopera Toshiko sono sempre illeciti: induzione al suicidio, fornicazioni più o meno spinte. Interessanti forme di prostituzione consapevole e ben gestita finché qualche forza più forte interviene a mescolare le carte del destino, mostrando così che giocatrice d’azzardo sia davvero Toshiko. In questo contesto, l’autore spazia dal tema dell’aborto al tema del capitalismo, trattandoli dal punto di vista di un artista che si è espresso in uno spazio/tempo veramente difficile da cogliere fino in fondo, stando qui e ora. Tuttavia il libro sprigionava, nel momento in cui l’ho guardato, più che letto un tipo di forza estranea al romanzo. Una forza che mi coglieva del tutto impreparata. Immagini che dicevano in assenza di parole, e in più, c’erano anche delle parole in qualche modo tradotte che generavano una sperequazione tra i due linguaggi. Sperequazione che, a ogni pagina, mi comunicava la sensazione che non avevo colto fino in fondo tutte le enormità che c’erano da capire in quel libro. 

Ho realizzato quest’opera in un periodo […] in cui la rapida crescita del Giappone procedeva a gran velocità, puntando con decisione verso il primo posto al mondo per prodotto nazionale. In quest’epoca di yin e yang irrazionali, ho voluto provare a descrivere una donna priva di scrupoli e il suo comportamento machiavellico. O.T.


Tuttavia mi accorgevo che potevo fruirne a un livello più basso e la forza rappresentativa di quell’opera non veniva meno. Poi sono seguite altre letture del genere. Finché quest’anno, grazie a Luigi Cecchi (che ha materialmente disegnato per noi) e Paola Del Zoppo (che ha coordinato in modo ineccepibile la fruibilità di tutti i linguaggi in campo) è stato proprio il fumetto, posto al centro di quel progetto culturale che poi è diventato l’aperiodico cartaceo e digitale Zer0Magazine, a fare sì, io credo, che quella forza inaspettata che avevo sperimentato all’inizio della mia scoperta, giocasse un ruolo fondamentale anche fuori dall’ambiente del fumetto, creando una specie di consenso imprevisto e trasversale che ci ha stupito un po’ tutti. Chiusi sono tutti quegli ambiti considerati di nicchia, sia nel caso in cui a considerarsi appartati siano gli stessi adepti, sia nel caso in cui a considerarli così, siano quelli che guardano dal di fuori, prendendosi sempre meno la briga di cercare di capire quello che succede dentro e tutto intorno. Ma ogni tanto accade che le distanze tra il dentro e il fuori non tengano misura, e questo non si può sapere se sia un azzardo o un dato.
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