La poesia non serve a niente

La poesia non serve a niente, e come scrive Patrizia Cavalli, non salverà sicuramente il mondo, questo lo sappiamo tutti. Cosa vuol dire allora, nell’ambito di una comunità precisa e riconoscibile, quando la poesia ti viene a cercare? Sarà forse che ti viene a bussare alla porta di casa chiedendoti di scendere? La poesia non serve per lo più a niente, salvo che chi la scrive ti dirà che a spingerlo è qualcosa di diverso da quello che spinge te e qualsiasi altro poeta.

La poesia non serve a nessuno, salvo a chi si ostina a leggerla per se stesso, come cercando qualcosa che dopo averla trovata, si dimostra solo l’anticamera di un’altra direzione, di un altro libro, di un’altra scelta.

È per questo che la poesia qui da noi, la stiamo cercando per il secondo anno di seguito, non dentro il silenzio in cui è più facile trovarla per un poeta, ma attraverso gli incontri (e gli inevitabili scontri), i laboratori, la parola scritta e quella rivolta agli altri.

Se quest’anno ci riproviamo è perché l’anno scorso ci siamo accorti che i significati creati dai linguaggi degli altri, anche quelli insospettabili o inospitali, come quelli prontissimi e colti, sono molti, anzi infiniti, e il senso che inevitabilmente suggeriscono, questi linguaggi, può solo essere un inizio, posto alla base di una continua ricerca che si sappia a monte che non avrà esito. Oppure, di quel risultato finale non ne sapremo mai niente ma tuttavia proprio questo non saperne nulla, è ciò che alla fine, ci ha salvati da un’attribuzione più o meno arbitraria di senso. Senso o significati approssimativi che spesso si danno per ignoranza, per paura o per tornaconto rispetto a tutto quello che ci passa davanti agli occhi quotidianamente.

Arrendersi alla mancanza di parole in circolazione, parole integre, libere, accurate, genuine, desuete, neonate, leggerissime o pesanti come macigni, rende anemici. A lasciare che questa anemia si impossessi anche dei pensieri, si finisce per credere che le strade che ti suggeriscono, impongono o solo mostrano gli altri, siano alla base di un unico modo di orientarsi, pensare, ottenere.

L’anno scorso Morlupo Città della Poesia, a me personalmente, ha insegnato proprio questo, o meglio, due circostanze che sono state anche le due idee di partenza di questo progetto, mi hanno permesso di apprendere molto di più di quel “senso” che credevo di aver individuato in una mia proposta fatta agli altri. Il primo è stato il madrinaggio di Jolanda Insana che di lingua, linguaggi e pluralità conseguenti, contingenti e divergenti, risulta poetessa inarrivabile, oltre che un’eccezionale praticante della sua profondissima poetica. L’altro è stato il laboratorio condotto nell’ambito del disagio mentale che ha coinvolto donne e uomini in una condivisione di competenze linguistico/emotive da cui, grazie a loro, ho piuttosto e soprattutto appreso.

Quest’anno siamo ad un passo dal ricominciare, i percorsi sono di più, i linguaggi sono maggiormente diversi tra loro ma la consapevolezza che la poesia non serve a niente, resta integra e disposta a essere barattata con un valore proprio che gli altri si sentano pronti a voler scambiare con noi.


“Se la poesia viene a cercarti …”

manifestazione di apertura di Morlupo Città della Poesia II edizione

Con il Patrocinio e il contributo del Comune di Morlupo, STRADE – Sindacato Traduttori Editoriali e la partecipazione dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Morlupo e del DSM – Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma F sede del CSM F4

Sabato 28 maggio ore 17

Palazzetto Borghese, Aula consiliare, Morlupo RM

È stata una partecipazione attenta e diffusa quella che ha premiato la prima edizione di Morlupo Città della Poesia. Questo successo ci ha spinto a proporre per il 2016 l’ampliamento di un’iniziativa che fosse in grado di incidere ancor più efficacemente e in modo permanente.

Sei eventi pubblici nel centro storico cittadino e tre laboratori sperimentali di scrittura, lettura e ascolto in tre luoghi cruciali come la scuola, la struttura sanitaria pubblica locale e il centro comunale anziani. Infine il Premio Letterario Nazionale rivolto alla poesia tradotta, alla poesia edita, oltre che ai cittadini coinvolti nei laboratori.

Per noi dell’Associazione Culturale Libellula la poesia non è solo quella scritta o discussa nei luoghi preposti ma qualcosa che può ancora reagire al contatto con gli altri, con le loro fragilità e le loro diversità e con il vuoto che lascia la cultura ufficiale.

Il bando del Premio Nazionale Morlupo Città della Poesia 2016 https://morlupocittadellapoesia.com/concorso-letterario/

Il sito della manifestazione https://morlupocittadellapoesia.com

 

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2 pensieri riguardo “La poesia non serve a niente

  1. A volte mi capita di pensare che l’arte (in genere) “non serva a nulla”.
    A livello personale il non dedicarsi a creare sarebbe come reprimere una parte importante della personalità ma penso: “chi spende tempo e soldi per le nostre creazioni potrebbe spenderli per qualcosa di ben più utile!”.
    Poi però penso che l’arte smuove sensazioni ed abbellisce il mondo, quindi forse non è utile alla sopravvivenza (tranne in qui casi estremi in cui il dedicarsi all’arte è stato un appiglio alla vita) ma poi, dopo che ci si è assicurati il sopravvivere, bisognerà pur rendere intenso il vivere! Fosse anche solo una questione di bellezza estetica, sarebbe già qualcosa, un attimo di preziosa piacevolezza. Ma in molti casi è ancora di più.
    Ciao Viviana, un caro abbraccio!

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