“Piccole estensioni” vince il Premio L. Montano 2014 per la sezione Raccolta inedita

Immagine 1La raccolta Piccole estensioni  è vincitrice della XXVIII edizione del Premio di Poesia Lorenzo Montano promosso da Anterem Edizioni. Il libro contenente testi scritti tra agosto 2013 e marzo 2014,  sarà pubblicato  a cura di Anterem con  prefazione di Giorgio Bonacini. Francesco Bellomi, docente del Conservatorio di Milano, dedicherà all’opera una composizione musicale che sarà eseguita nell’ambito della premiazione che avrà luogo nel mese di novembre 2014. Il Conservatorio Statale di Trento “F.A. Bomporti” sezione di Riva del Garda, organizzerà in Italia e in Europa una serie di convegni e concerti che prevedono l’esecuzone delle musiche originali dedicate a tutti vincitori del premio.

Le opere dei vincitori per tutte le sezioni in cui il Premio si articola (“Raccolta inedita”, “Opera edita”, “Una poesia inedita”, “Una prosa inedita”, “Opere scelte”) verranno immesse in canali distributivi e di conoscenza che fanno capo a critici, poeti, abbonati, estimatori, biblioteche civiche e universitarie. I poeti vincitori, finalisti e segnalati leggeranno i propri testi nel corso di un grande forum multimediale che coinvolgerà musicisti, editori di poesia, critici letterari e filosofi, esponenti di siti web e riviste specializzate.

Anterem è una tra le riviste di poesia più autorevoli in Europa. Promuove la conoscenza di forme stilistiche e di pensiero che trovano nella necessità e nella bellezza le loro ragioni. Pubblica poesie e saggi degli autori più significativi della contemporaneità ed è oggetto di studio nelle principali università e nei licei. Ha periodicità semestrale e una tiratura di quattromila copie. È diffusa a livello internazionale. Notizie tratte dal sito  http://www.anteremedizioni.it/

“La favola di Lilith” segnalata da Lurker’s Realm

O que podemos esperar quando um virtuoso músico e uma talentosa poeta se juntam para um trabalho em conjunto? A resposta pode ser dada pela Ark Records com a edição de “La Favola di Lilith”, um trabalho criado por Edo Notarloberti e Viviana Scarinci.

A figura de Lilith é o elemento comum do confronto entre o violino e a palavra, numa peça dividida em dois actos. É o fruto de duas mentes talentosas e uma peça de arte frágil mas que revela todo o seu esplendor a cada nova audição.

Quem já está familiarizado com o trabalho de Edo ao violino (e quem não está deve tratar já de colmatar essa lacuna!) percebe bem o potencial que existe quando se alia à capacidade de Viviana de trabalhar a palavra. E esse potencial concretiza-se ao longo do trabalho, fluindo de forma intensa. Não é o tradicional disco, mas é uma experiência a que nos vamos certamente render durante muito tempo.

Trad.

Che cosa possiamo aspettarci quando un musicista virtuoso e un poeta di talento si incontrano per lavorare insieme? La risposta può essere data da Ark Records, con l’uscita di “La Favola di Lilith”, un’opera realizzata da Edo Notarloberti e Viviana Scarinci.

La figura di Lilith è l’elemento comune del confronto tra il violino e la parola nell’ambito di un’opera divisa in due atti. Quest’opera è il frutto di due menti di talento e un pezzo d’arte delicato che rivela tutto il suo splendore a ogni ulteriore ascolto.

Chi ha già familiarità con il violino di Edo (e chi non la ha deve assolutamente colmare questa lacuna!) qui può realizzare il suo ulteriore potenziale espresso quando si combina alla parola poetica di Viviana. Questo potenziale si esprime completamente nell’intensità di questo lavoro. Non è un disco tradizionale, ma è un’esperienza che ci  parlerà sicuramente a lungo.

da http://lurkersrealm.blogspot.ae/2014/07/noticiaa-fusao-de-dois-mundos.html

Una recensione a “La Favola di Lilith” di Maurizio Lancellotti su Il Nuovo luglio 2014

Dio Il SIGNORE, con la costola che aveva tolto all’uomo, formò una donna e la condusse all’uomo. L’uomo disse: questo finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo (Genesi 2:22,23)

E come sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto (Efesini 5:24)

La tradizione religiosa ha contribuito non poco a corroborare per secoli la subalternità della donna nel tessuto sociale, considerandola asservita all’uomo da cui ella deriverebbe e a cui dovrebbe sottomettersi.
Ebbene, vi sono miti arcaici secondo cui prima di Adamo, Dio avrebbe creato una donna, Lilith, formandola a partire dalla TERRA e non dall’uomo. Lilith, quindi, sarebbe stata scacciata da Dio per via del suo rifiuto a sottomettersi all’uomo (ne L’alfabeto di Ben-Sira viene raccontato che Lilith abbandonò il Giardino dell’Eden a fronte del rifiuto di Adamo di riconoscerla come sua pari “Ella disse – non starò sotto di te – e egli disse – e io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per a te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra ”. In questo modo Lilith figura di origine mesopotamica, divenne nell’immaginari ebraico un demone, emblema di adulterio e lussuria per poi subire nel cristianesimo una damnatio memoriae.
Nella sua Favola di Lilith, Viviana Scarinci, poeta e critico del nostro territorio, condensa degli studi condotti per anni in genere sulla questione femminile in filosofia e nella letteratura e in particolare sulla figura di Lilith. Si tratta di un’opera musicale in due atti che mostra un connubio, tra poesia e musica, due generi così diversi ma la contempo così affini, di Viviana Scarinci (poeta) ed Edo Notarloberti (musicista). Nell’intenzione degli autori “La favola di Lilith non nasce dall’intento artistico di mettere in scena la rielaborazione narrativa di una storia nota ma da una riflessione che vuole accomunarsi all’attualità, attraverso gli strumenti della musica e della poesia contemporanea. Il violino di Edo Notarloberti cavalca l’onda delle parole di Viviana Scarinci sintetizzando i percorsi pregressi delle esperienze passate (vedi Argine e Ashram) proiettandoli in una direzione ancora più essenziale in quanto affrancata dalla schematica forma canzone che da un lato garantisce integrità formale, dall’altro limita il fluire liquido delle note che come le parole, in quest’opera intensa, sono alla ricerca di una verità essenziale attraverso una dimensione sonora assolutamente acustica, neoclassica.”
Il testo presenta pertanto elementi di complessità che lo rendono di non immediata comprensione per chi non abbia una certa dimestichezza con la filosofia e la poesia, tuttavia nel suo connubio con la musica risulta molto suggestivo e godibile anche a un pubblico più ampio. In distribuzione anche presso L’Associazione culturale Libellula, Via San Michele, 8 morlupo RM. info c.libellula.m@gmail.com

Una mia recensione a Gazzelle di Anna Pravadelli su Leggendaria

Legg.105-2014-Cover-215x300Una mia possibile lettura di Gazzelle dell’esordiente Anna Pravadelli edito da L’Iguana Editrice, sul ricchissimo LEGGENDARIA: TRE GRANDI: MARGUERITE DURAS FRIDA KAHLO ROSSANA ROSSANDA. N. 105. Acquista la rivista digitale o cartacea direttamente dal siti http://www.leggendaria.it/

 (…) “Con la modernità” scrive Baudrillard “in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza. E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini”. La padronanza e la non padronanza simbolica dell’assenza appaiono proprio le polarità del campo di forze attraverso cui proliferano le corse inconsulte di queste gazzelle in una sorta di racconto psicologico postmoderno in cui Pravadelli articola per sottrazione una rappresentazione del senso comune nei medesimi tempi fulminei in cui immagini psichiche, raffigurazioni di oggetti inanimati o amorosi perdono ogni categoria distintiva e si affastellano ognuno nell’indirizzo concreto di uno svolgimento condotto quasi ogni volta verso il compimento della sua più estrema conseguenza. 10343005_705853832809935_5181019098806821497_n(…)

 http://www.liguana.it/Store/GAZZELLE

su certa poesia scritta da donne

per un articolo su Alejandra Pizarnik

La poesia è uno strumento espressivo che non assicura nessun certificazione di esistenza a chi la scrive, costituendo per il poeta sia la base programmatica del dire l’indicibile sia l’allontanamento da quel mondo che non potrà mai mantenere alta la tensione formale e estetica cui i versi ambiscono cristallizzandolo nel linguaggio.
L’incandescenza di questa sottrazione sta al centro della poetica di Alejandra Pizarnik, una delle voci più significative della poesia argentina moderna. In Pizarnik non c’è il bisogno di significare, attraverso la poesia mancata o mancante, l’evidenza del silenzio ma c’è attraverso quella stessa sottrazione, la necessità di dare testimonianza al bisogno negato di esistere in una condizione precedente la sua dicibilità, e proprio perché autenticamente precedente, in assenza totale di quella ribellione che la renderebbe assertiva. Pizarnik è prima di tutto bisognosa di un luogo concreto, quello dell’appartenenza al corpo sessuato della sua poesia, poiché è questa la sottrazione che più di tutte le risulta. Secondo una definizione di Nadia Fusini, certa poesia scritta da donne somiglia al gesto dell’affamata che smette di mangiare per dominare il mondo, per divorare il niente che il mondo è. Continua a leggere

ipotesi

appunti per Quesiti senza runa

Sul quale possa essere il luogo in cui “regna l’illuminazione senza luce che certe parole annunciano (Blanchot)”

secondo la disambiguazione
di un alfabeto implacabile
quel vaso era una stella
con valori di moto proprio, ardeva
seguendo meccaniche sue, affogava
dopo cercata l’aria col capo, spariva
nella bonaccia non meno piatta
di una liturgia … senza runa
Canopo, senza tempo che saldi
il tuo corpo alla reposizione

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Canopo (α Car / α Carinae / Alfa Carinae, IPA: /kaˈnɔːpo/ Canópo) è la seconda stella più brillante del cielo notturno, giace nella parte nordoccidentale della costellazione della Carena – di cui è la stella più luminosa –, a sud della Poppa e del Cane Maggiore. Wikipedia

canopo Categoria di urne tipiche dell’Etruria e dell’Egitto, atte a conservare gli organi interni dei defunti o le loro ceneri, sono caratterizzate dalla parte superiore in forma umana. Enc. Treccani

L’altare della reposizione è il luogo in cui, nella liturgia cattolica, viene riposta e conservata l’Eucaristia al termine della messa vespertina del Giovedì Santo, la Messa nella Cena del Signore (in Cena Domini). La Chiesa chiede che l’altare della reposizione non coincida con l’altare dove si celebra l’Eucaristia. Wikipedia

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“ … deve sentirsi contemporaneo di tali eventi sovrastorici, poiché il tempo teofanico, ripetendosi, gli diviene presente (Mircea Eliade, Tratto di storia delle religioni , Bollati Boringhieri, 2008)”

Una recensione di Guido Bellachioma a La Favola di Lilith

Un disco complicato e semplice al tempo stesso. Persino spoglio nell’utilizzo dei pochi strumenti ad arco (suonati da Edo, violinista anche di Ashram, Argine, Corde Oblique e di notevoli progetti solisti) e dell’espressiva voce di Viviana (poetessa alla prima performance artistica di questo tipo). Apparentemente una situazione già vissuta, non solo in ambito neoclassico, neofolk e dark, dove i momenti rarefatti e lirici vedono musiche avvolgenti fungere da tappeto per voci recitanti, più o meno sognanti. In questo caso, 32 tracce legate senza soluzione di continuità, il percorso è piuttosto diverso perché si tratta di una reale connessione tra i due universi; dove il fatto che non ci sia la classica forma canzone, sia pure “diversa”, finisce per dar risalto al ritmo che connette profondamente musica e parole, in grado di esplorare Lilith non come donna del mito (quella prima di Eva) ma come aggancio alla contemporaneità. Il disco richiede inizialmente grande concentrazione; una volta perforato il mare di emozioni, però, non si può che andare fino in fondo e, spesso, ricominciare da capo. Inutile fare confronti con momenti acusticamente simili di gruppi come i Current 93, anche se punti di contatto ci sono… Lilith è una moderna opera “antica”, dove al posto delle voci del melodramma c’è lo scavare nell’anima, modulando le parole negli spazi lasciati liberi dalle note e spesso avvinghiandovicisi mortalmente. L’operà sarà rappresentata in anteprima europea al The Wave-Gotik-Treffen 2014 di Leipzig Germania), il più importante festival per questi territori di confine, dove Edo non suonerà ma dirigerà un quartetto d’archi (due violini, viola, e violoncello). Per capire l’anima del suono dell’affascinante favola di Lilith abbiamo preso in prestito le parole di Antonio Esposito, tecnico del suono del Tp Studio di Napoli (https://www.facebook.com/TPstudio29) , dove è stato registrato:”Edo è uno di quei musicisti che più che per la tecnica ti affascina per la capacità evocativa del suono. Suonando assieme a lui e registrando la sua musica in contesti molto diversi, ho imparato a conoscere la particolarità di questo suono; dovendo scegliere come riprenderlo in un contesto “atipico” (3 violini e un violoncello, suonati tutti da lui), ho scelto di provare a renderlo il più naturale possibile, utilizzando un AKG 414 TLII come microfono principale, in coppia con un pre Universal Audio 710 e un AKG C4000 alle sue spalle per recuperare alcune frequenze basse. Altra scelta di base è stata quella di dare grande spazio ai suoni d’ambiente, posizionando due Rode Nt2-A, preamplificati da due API 512c, a grande distanza tra loro. Queste due room si sono rivelate poi centrali nell’equilibrio del mix finale di Giuseppe Spinelli, mix fatto ITB utilizzando un Reverbero Lexicon PCM 70 e un compressore DBX. Il piano, un Kawai verticale, è stato ripreso con tecnica A-B. Per la voce di Viviana, dopo aver provato varie soluzioni, l’AKG 414, accoppiato a un pre Universal Audio 610, si è rivelato la scelta migliore, soprattutto nel gestire le dinamiche molto differenti all’interno dei vari brani. Il mix ha provato a lasciare inalterata questa realtà sonora, senza puntare ad elevare il volume”. Le prime 500 copie hanno il libro dell’opera (info e acquisto http://www.arkrecords.net/ *INFO@ARKRECORDS.NET).

Guido Bellachioma Su SUONO 487 maggio 2014, nella sezione “SELECTOR tutto il meglio in arrivo sul mercato”

Procedere per frantumi

“So cosa significa frantumarsi. L’ho osservato in mia madre, in me, in molte donne. Il processo della frantumazione mi interessa molto dal punto di vista narrativo. Per me significa raccontare, oggi, un io femminile che all’improvviso si percepisce in destrutturazione, smarrisce il tempo, non si sente più in ordine, si avverte come un vortice di detriti, un turbinio di pensieri-parole. Per poi fermarsi bruscamente e ricominciare da un nuovo equilibrio, che – si badi – non è necessariamente più avanzato del precedente e nemmeno più stabile. Serve solo a dire: adesso sto qua e mi sento così.” Elena Ferrante da qui http://www.libreriadelledonne.it/intervista-a-elena-ferrante/