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SAMSUNG CSC“Nel 1964 in una località a nord di Roma chiamata Grottarossa, fu rinvenuta la mummia di una bambina. Si trattava di una piccola patrizia vissuta intorno al II secolo d.C., appartenente a una famiglia che probabilmente professava una religione ispirata ai culti egizi. Nel sarcofago di marmo istoriato con scene tratte da alcuni versi dell’Eneide, accanto al corpo della bambina, che all’epoca della morte aveva otto anni, fu trovata una bambola in avorio alta sedici centimetri con braccia e gambe articolate.” L’ospedale delle bambole. Elena Ferrante e l’identità delle italiane in uscita per l’Iguana Editrice nell’autunno 2015. Altri due estratti dalla prima bozza del libro qui e qui.


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Alice Ceresa e il romanzo di ricerca scritto da donne

Un’occasione davvero imperdibile che coniuga il nostro delicato rapporto con il nascere e il morire e il grande romanzo di ricerca scritto da donne

amSABATO 25 luglio alle 17,00 avrà luogo a Morlupo RM (Palazzetto Borghese, piazzetta Camillo Benso Conte Di Cavour 3) La morte del padre di Alice Ceresa nella lettura di Ottavia Fusco accompagnata dall’arpa di Ornella Bertolozzi. Un’occasione davvero imperdibile che coniuga il nostro delicato rapporto con il nascere e il morire e il grande romanzo di ricerca scritto da donne.
L’evento si inserisce nell’ambito di una manifestazione della durata di sei mesi, dedicata alla scrittura delle donne ma anche alla traduzione e alla poesia, che prevede sei eventi di carattere culturale nella cornice del centro storico della città di Morlupo RM. Nell’ambito della stessa manifestazione sabato 27 giugno ha avuto luogo LA SCRITTURA DELLE DONNE un seminario e reading incentrato sull’associazionismo e l’editoria declinata al femminile. Ciò dopo il conferimento del premio Morlupo Città della Poesia 2015 alla carriera a Jolanda Insana avvenuto a maggio e l’indimenticabile reading della poetessa come evento di apertura della nostra manifestazione.

ALICE CERESA (Basilea 1923 – Roma 2001) Le sue opere letterarie pubblicate, tutte dedicate alla questione femminile, Continua a leggere

disambiguazioni del bianco

La poesia che mi è interessato di più approfondire l’ho vissuta a volte come un processo di disambiguazione in cui le speranze di successo, e lo si deve sapere a monte, sono quasi nulle. Un po’ come la traduzione, che recentemente sentivo essere definita come quella cosa impossibile che tuttavia si può fare, anche la poesia è quella cosa impossibile che fa fallire ogni esito malgrado esista. Se non mi sbaglio era Villa che diceva che l’esito sta nel transito. E darsi al transito come minimo richiede di recedere dalla tentazione di assumere una qualsiasi postura che mortifichi il divenire di quello che si è, pure che sia la postura la sola cosa che ci faccia esistere agli occhi di chi vede solo le forme. Continua a leggere

Il testo della recensione a La favola di Lilith su Il segnale 2015/ 101

s101??????????????????????Con il sottotitolo di “due atti di Viviana Scarinci e Edo Notarloberti” viene distribuita la favola di Lilith, poema sonoro recitato su base di archi e pianoforte e inciso su un cd. Ci si trova dunque di fronte ad una poesia che recupera la dimensione non solo della vocalità, e dell’oralità, ma anche quella della performance, o meglio della irripetibilità performativa, che non consente la tradizionale lettura e rilettura a cui la poesia lineare da sempre ci ha abituati. Continua a leggere

Poesia 2.0: Loredana Magazzeni su La Favola di Lilith

IMG_6185 (800x534)“Cp2ome insegna Ida Travi, in Poetica del basso continuo, poeta che accosto a questo esito poetico di Viviana Scarinci, scrivere poesia oggi è cercare un varco continuo, non una verità ma una delle verità possibili fra noi e “lo spiazzo millenario nel quale irrompono le civiltà che forse dormono”. Leggi tutto

quattro domande a Andrea Raos su poesia e traduzione

Di seguito un testo di Andrea Raos andatosi a comporre in questi mesi sulla base di alcune domande che gli ho posto in merito alla sua poesia e alla attività di traduzione. A monte c’era e resta l’idea di approfondire i contenuti della sua produzione attraverso il mio lavoro di scrittura. Avevo già espresso il desiderio di tornare a concentrarmi sulla poesia vista da un’ottica assolutamente personale e perciò riprendo nella mia intenzione anche attraverso questo dialogo.


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Andrea Raos nasce a Tradate nel 1968


V.S. Che ne è ora di quell’elemento improvvisativo che hai nominato altrove come importante ai tempi della scrittura di Lettere nere, quello che, se capisco bene, è stato il motivo o il motore di una reazione a scompaginare la tua primissima formazione di poeta? Che c’era nell’improvvisazione di così rivelatorio allora per te? Continua a leggere

Su Gradiva una recensione di Marco Furia a Piccole estensioni

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Il testo integrale di Marco Furia

Con Piccole estensioni, opera vincitrice del Premio “Lorenzo Montano” 2014, Viviana Scarinci presenta una raccolta in cui prosa e poesia si alternano. Prosa e Poesia? Mai come in questo caso la differenza tra generi letterari appare non idonea a definire una scrittura capace di snodarsi, sicura, per via di vivide pronunce testimoni di un esistere consistente nel suo stesso idioma. Continua a leggere

su Doppiozero gli animali di Letizia Muratori e Caterina Bonvicini

Doppiozero pubblica un mio articolo su due romanzi di due autrici tanto diverse ma con qualcosa di importante che le accomuna, si tratta di

Animali Domestici di Letizia Muratoridom L’equilibrio degli squali di Caterina Bonvicini sq

“Un luogo comune è soprattutto un posto accessibile a tutti. Sarà forse un desiderio banale, ma è un posto in cui quasi tutti vogliono andare. Un luogo di cui quasi tutti parlano, e la cosa si arresta a quel chiacchiericcio senza figure che lascia tutte le investigazioni possibili fuori dalla porta di coloro che proprio in questo posto hanno messo su famiglia o vita randagia. Perché come sembra asserire Muratori, tutti noi, come i cani, alla fine siamo domestici o randagi. Almeno questo è ciò che della nostra animalità possono raccontare i luoghi comuni. Luoghi di terra o di mare che indistintamente celano insidie quotidiane di una ferocia tanto sibillina quanto irriferibile, come testimonia il romanzo di Bonvicini” Leggi l’articolo QUI